Se un genitore offende l’insegnante del figlio commette reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

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Se un genitore offende l’insegnante del figlio commette reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

In merito al reato di oltraggio a pubblico ufficiale, la V Sezione penale della Suprema Corte ha statuito, con sentenza n. 15367 del 03 aprile 2014, che il genitore che offende, all’interno dei locali della scuola, l’insegnate per questioni inerenti il rendimento scolastico dei figli, commette reato di oltraggio a pubblico ufficiale.
In particolare la vicenda trae origine da un processo affidato in primo grado al Giudice di Pace di Cecina, il quale dichiarava il non doversi procedere, ai sensi dell’articolo 35 del decreto legislativo 274 del 2000 nei confronti della genitore che aveva offeso l’insegnante.
Avverso il provvedimento del Giudice il Procuratore Generale ha presentato tempestivo ricorso in Cassazione, la quale ha ritenuto fondato il motivo legato alla “…erronea interpretazione applicazione della legge penale, in relazione all’articolo 341 bis cod. pen., poiché la fattispecie è riconducibile a quest’ultima norma, di competenza del Tribunale, riguardando l’ingiuria i rapporti didattici con la figlia” in quantro era stato erroneamente contestato il reato di ingiuria anziché quello ben più grave di oltraggio a pubblico ufficiale, la cui competenza spetta al Tribunale e non al Giudice di Pace.
Il nuovo delitto di oltraggio a pubblico ufficiale, rispetto è stato reintrodotto nell’ordinamento con L. 94 del 2009. La figura criminosa in questione, rispetto alla vecchia la quale ha delineato una nuova figura di illecito, che prevede rispetto alla vecchia disciplina, degli elementi differenziali . Essa prevede bensì, come condotta tipica, una azione consistente nell’offendere l’onore e la reputazione della reputazione della vittima; tuttavia è ulteriormente previsto che: 1) l’offesa all’onore e al prestigio del pubblico ufficiale debba avvenire alla presenza di più persone; 2) deve essere realizzata in luogo pubblico o aperto al pubblico; 3) deve avvenire in un momento, nel quale il pubblico ufficiale compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni“
Con la sentenza n. 15367 del 03 aprile 2014 la Suprema Corte ha testualmente previsto che «Nel caso di specie si poteva riscontrare la sussistenza dei citati elementi in quanto le ingiurie furono pronunciate nei locali scolastici, in modo tale da essere percepite da più persone; inoltre l’insegnante di scuola media è pubblico ufficiale (Cfr. Cass. 6 febbraio 2008, n. 12419) e l’esercizio delle sue funzioni non è circoscritto alla tenuta delle lezioni, ma si estende alle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri con i genitori degli allievi (Cassazione, sezione 6, n. 4033, del 15 dicembre 1993)».

Alla luce di tali considerazioni la sentenza del Giudice di Pace di Cecina è stata annullata senza rinvio, ed è stata disposta la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica per il prosieguo.
Il reato di Oltraggio a pubblico ufficiale è previsto e punito dall’art. 341 bis del Codice Penale prevede testualmente : “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni.
Il secondo comma prevede un aumento del trattamento sanzionatorio “…se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Se la verità del fatto è provata o se per esso l’ufficiale a cui il fatto è attribuito è condannato dopo l’attribuzione del fatto medesimo, l’autore dell’offesa non è punibile”.
Del pari, è previsto all’ultimo comma dell’articolo in questione prevede l’estinzione del reato qualora l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto.
Rispetto alla vecchia figura criminosa, il reato il oltraggio, così come novellato nel 2009 viene qualificato non solo dalla lesione dell’onore e della reputazione della vittima, ma altresì dalla percezione, a livello conoscitivo, di tale violazione da parte di più persone presenti al momento dell’azione, la quale deve compiersi, non solo in un luogo pubblico o nel luogo aperto al pubblico, ma altresì contestualmente al compimento dell’atto dell’ufficio da parte dell’insegnante ed a causa o nell’esercizio della funzione pubblica.
Dalla lettura della pronuncia in questione emerge con chiarezza che l’intento del legislatore è quello di sanzionare tutti quei comportamenti ritenuti pregiudizievoli del bene protetto dalla norma “…a condizione della diffusione della percezione dell’offesa, del collegamento temporale e finalistico con l’esercizio della potestà pubblica e della possibile interferenza perturbatrice col suo espletamento…».
Pertanto in mancanza anche di uno solo dei requisiti poc’anzi menzionati il reato di oltraggio a pubblico ufficiale non si configura.
Tutt’al più e sempreché la valenza della frase pronunciata dal soggetto attivo del reato abbia una portata offensiva, si potrà configurare il meno grave reato di ingiuria o di diffamazione (a seconda della eventuale presenza di altre persone, oltre alla vittima, durante il proferimento della frase o della espressione ingiuriosa ).

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