Problematiche relative alla firma illeggibile apposta sulle notifiche

Sulla responsabilità professionale dell’avvocato. Il professionista è responsabile anche nei casi in cui la strategia difensiva è stata concordata col cliente.
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Problematiche relative alla firma illeggibile apposta sulle notifiche

Le eccezioni sulla nullità delle notifiche che riguardano una sottoscrizione illeggibile sono molto frequenti. Tanto frequenti quanto infondate.
A chiarirlo è la sent. 7838/2015. Con cui la Suprema Corte ha dichiarato che in tutti i casi in cui la notifica dell’atto, qualora consegnata a persona diversa dall’effettivo destinatario ai sensi dell’art. 139 cpc (sia esso un familiare convivente, il portiere, un vicino di casa ecc.), risulta valida anche nel caso in cui la sottoscrizione è avvenuta a mezzo di una semplice sigla o di un segno irriconoscibile in cui risulti difficile risalire alla paternità della sottoscrizione stessa.
Ciò in quanto si presume che l’ufficiale giudiziario o il postino che materialmente provvede alla consegna provveda sempre ad accertare, prima di effettuare una notifica, l’identità nonché la qualità del soggetto a cui consegna l’atto da notificare. Ma non basta. Ciò in quanto l’ufficiale giudiziario è tenuto a verificare se colui che materialmente riceve l’atto notificato abbia o meno i poteri per riceverlo.
Pertanto la dichiarazione risultante dalla relazione di notificazione fa piena prova in quanto redatta e stilata da persone che riveste la qualità di pubblico ufficiale.
Ciò varrà anche nei casi in cui non risulta alcuna indicazione del nome e cognome del soggetto consegnatario e la sua firma è costituita da una semplice sigla.
Peraltro, sempre confidando ella tempestività dei successivi recapiti e sempreché si tratti notifica effettuata dal postino, quest’ultimo è tenuto ad inviare al destinatario originario della notifica, e sempre a mezzo raccomandata, un avviso con il quale viene dato atto della consegna del plico avvenuta a mani diverse dal destinatario.
Pertanto quest’ultimo, qualora il plico non venga consegnato viene sempre messo in condizione di risalire a colui che ha sottoscritto la notifica.
In definitiva e in aderenza a un risalente principio sancito dalla sentenza della Cassazione n. 16407/2003 qualora risulti illeggibile la firma della relata di notifica di un atto giudiziario, di un avviso di accertamento o di una semplice raccomandata, incombe al destinatario dimostrare che la sottoscrizione non sia autentica o che soggetto che ha preso in consegna il plico non aveva il potere di farlo.
Ove in mancanza la notifica dell’atto dovrà ritenersi valida a tutti li effetti.

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