Frazionamento dell’ipoteca. Un importante provvedimento relativo al ricorso ex art. 39 TUB

Problematiche relative alla firma illeggibile apposta sulle notifiche
10 September 2019
Show all

Frazionamento dell’ipoteca. Un importante provvedimento relativo al ricorso ex art. 39 TUB

Il Tribunale di Civitavecchia in accoglimento del ricorso ex art. 39 D.Lgs. 1/9/1993 n. 385 (T.U.B.) ha accolto la domanda per la designazione del Notaio affinché provveda al frazionamento dell’ipoteca gravante sul fondo in quanto l’ipoteca, dopo il frazionamento, deve garantire soltanto la quota di mutuo che il richiedente si è accollato.
Il giudizio scaturisce dalla richiesta del ricorrente (nello specifico una società di costruzioni edili) la quale è proprietaria di una parte di un fondo suddiviso in tre porzioni, ciascuna appartenente a proprietari diversi.
Inizialmente l’istituto di credito che aveva concesso al proprietario originario, un mutuo edilizio garantito da ipoteca volontaria. Il fondo medesimo veniva suddiviso in tre porzioni, una delle quali venduta ad altro soggetto, il quale a sua volta ebbe modo di rivenderlo alla società ricorrente.
I tre proprietari provvedevano altresì all’accollo del mutuo; tuttavia, malgrado il porzionamento del fondo, non è mai stato provveduto al frazionamento dell’ipoteca concessa.
La società ricorrente, nel frattempo ha intenzione di realizzare dei manufatti sulla propria porzione di fondo e benché abbia più volte invitato la banca a procedere al frazionamento dell’ipoteca, questa (contrariamente ai dettami previsti dal TUB che le prescrivono di procedere al frazionamento entro novanta giorni dalla richiesta) rimaneva del tutto inerte sino a costringere la società di costruzioni ad intervenire per la richiesta di nomina di un Notaio che venisse incaricato per effettuare il relativo frazionamento ipotecario.
L’impresa ricorrente, così come sostenuto tra i motivi del ricorso, una volta ottenuto il frazionamento ipotecario avrebbe conseguentemente visto diminuire la garanzia sul mutuo, il che le avrebbe concesso di richiederne un altro ai fini della edificazione dei manufatti che intendeva realizzare.

Nei fatti, una volta frazionata l’ipoteca, le garanzie per la banca rimanevano inalterate; dunque non v’erano ragioni ostative alla richiesta.

Si costituiva in giudizio l’istituto di credito il quale domandava che il ricorso venisse dichiarato inammissibile sulla base della asserita carenza di legittimazione passiva, sostenendo che i veri legittimati passivi fossero i precedenti proprietari, i quali -anche in caso di ritenuta ammissibilità del ricorso- avrebbero in ogni caso dovuto prendere parte nel processo.

Inoltre, a sostegno delle proprie ragioni aggiungeva che un avvenuto ritardo di pagamento delle rate del mutuo aveva costretto l’istituto di credito stesso a non poter procedere alla richiesta di frazionamento del mutuo già avanzata da parte ricorrente.
Il Tribunale adìto, accoglieva le istanze di parte ricorrente motivando la propria decisione sul rilievo che nei casi in cui nell’atto di acquisto vi sia un accollo della quota del mutuo fondiario originario diversa da quella che la Banca ritiene congrua per l’immobile interessato (ed esattamente come nel caso in esame) deve procedersi, al frazionamento del mutuo garantito dall’ipoteca sul bene acquistato dall’acquirente che ha richiesto il frazionamento.
L’orientamento del Tribunale va senz’altro condiviso, in quanto man mano che i ratei di mutuo vengono corrisposti, le garanzie potrebbero risultare esuberanti rispetto al residuo da pagare. Peraltro il mancato frazionamento ipotecario sarebbe preclusivo per chi lo richiede, nei casi in cui una garanzia che risulti esuberante rispetto al valore del fondo risulterebbe ostativa all’ottenimento di nuovi finanziamenti da parte degli istituti bancari.
Il rischio di insolvenza del mutuatario viene assunto dalla banca al momento della effettiva concessione del mutuo, pertanto la banca non può sostenere che la mancata corresponsione dei ratei sia preclusiva del frazionamento ipotecario; tanto più che un istituto di credito che debba agire in via esecutiva ha già delle garanzie reali fornite dall’immobile su cui grava l’ipoteca.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>